Mi Puzza Un Po’

A 9 kilo (19 pound) fish (called Dentice in Italian) waiting for the Holidays. Photo by Trisha Thomas

Con l’avvicinarsi del Natale a Roma, mi assale l’ansia delle tradizioni. Mi viene una grande nostalgia dei Natali della mia infanzia nel New England. Mi mancano le gite di famiglia per andare a tagliare l’albero e tutto il progetto di installazione e addobbo. Mi manca preparare, infornare e decorare i biscotti di Natale insieme a mia madre, accompagnate dalla musica delle canzoni natalizie, per poi confezionarli su piatti con fiocchi rossi e verdi e andare a portarli ai vicini. Mi manca la neve fuori mentre me sto al calduccio davanti al camino a sorseggiare cioccolata calda o egg-nog. Mi manca andare sulla slitta e sui pattini, tornare a casa con le guance e il naso rossi e vedere le luci dell’albero di Natale attraverso la finestra.

Gli italiani hanno tradizioni natalizie diverse. Tanti costruiscono bellissimi presepi in casa, alcuni molto elaborati. Si inizia con la stalla, Maria, Giuseppe, il bue, l’asinello, i pastori, i re Magi e gli angeli, ma spesso la scena si arricchisce di ogni genere di personaggi, villaggi di pescatori, pizzaioli, anatre, cani e fontane. Nel presepe di una chiesa vicino a casa nostra, l’anno scorso c’era una piccola cascata che si poteva azionare spingendo un bottone.

Gli italiani in genere non hanno Babbo Natale che riempie la calza dei bambini. Al suo posto c’è la Befana, la strega buona che lascia i dolci (o carbone dolce) nelle calze il 6 gennaio, il giorno dell’Epifania.

Poi ci sono tutte le tradizioni culinarie. Il dolce tradizionale è il panettone e il giorno di Natale si mangiano tortellini in brodo (a breve un post sulla mia esperienza con il brodo). Ma la sera della Vigilia, bisogna mangiare pesce.

La mia amica americana Jessica è una bravissima cuoca, ma ha avuto qualche difficoltà con questa tradizione. Per il suo secondo Natale a Roma, si è offerta di preparare la cena della Vigilia per tutta la famiglia. Qualche settimana prima di Natale, la sua cattolicissima suocera le ha chiesto cosa avrebbe servito. Jessica ha risposto che pensava di preparare un risotto al mandarino e taleggio (l’ho provato, è squisito) seguito da roast beef. Al che, è stata informata che la Vigilia si mangia pesce. “Non se cucino io, – ha risposto allegramente – io non so cucinare il pesce.” Qualche giorno dopo, la suocera l’ha richiamata per informarla che avrebbe chiesto al parroco una dispensa speciale per autorizzare la famiglia a mangiare carne invece che pesce. “Una… cosa?” ha chiesto Jessica. “Una dispensa.” Cioè un’autorizzazione a infrangere una regola religiosa. Anche per quanto ne so, mangiare pesce il 24 dicembre è una tradizione dell’Italia meridionale, non una legge della Chiesa Cattolica.

Trascorsi alcuni giorni, Jessica ha ricevuto un’altra telefonata della suocera che la informava solennemente della dispensa accordata dal parroco. Jessica è un tipo distratto e aveva dimenticato quella storia. “La… cosa???” Dopo un lungo silenzio, la suocera ha aggiunto: “Il permesso di non cucinare pesce la Vigilia di Natale.” Così Jessica ha proseguito con i suoi preparativi per il roast beef.

La mattina del 23 dicembre, Jessica era in cucina quando ha sentito bussare. E’ andata ad aprire e con sua sorpresa, si è trovata davanti sua suocera con un grosso pacco in mano. Ha spiegato che era un regalo della nonna novantenne del marito di Jessica. Sapendo che suo marito adorava la nonna, Jessica era sicura che sarebbe stato entusiasta di ricevere quel grosso regalo.

La suocera si è affrettata ad andare via e Jessica ha portato in casa il pesante pacco. Era avvolto nella carta, dentro una busta di plastica, e aveva uno strano odore. Jessica l’ha portato in cucina e ha iniziato a scartarlo. Ha tolto la carta e ha fatto un balzo indietro: un enorme pesce con gli occhi vitrei la fissava.

Jessica mi ha poi raccontato che le era venuta all’improvviso in mente la scena de “Il padrino” in cui un uomo si trova nel letto la testa insanguinata del suo prezioso cavallo da corsa e si rende conto che con la mafia non si scherza. Jessica si era resa conto che in fatto di tradizioni culinarie… non si scherza con una suocera italiana.

Jessica, saggia mamma americana, ha trovato il modo di cucinare quel pesce e di servirlo gentilmente alla famiglia di suo marito la Vigilia di Natale.

Pescivendolo a Roma – Mirko and Andrea proudly show me their fish ready for the holiday season at Emme Pescheria on Viale Parioli in Rome. Photo by Trisha Thomas

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Trisha Thomas
Trisha is a TV journalist working for AP TV News in Rome. She is married to an Italian and is a Mamma of three.

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