Le politiche presidenziali statunitensi tradotte in italiano

Il presidente statunitense Barack Obama e il suo sfidante repubblicano Mitt Romney alle elezioni del 2012.

Cari lettori, il prossimo lunedì inizio una breve collaborazione con Rai News 24 come analista politica. Avrò il compito di spiegare le elezioni presidenziali statunitensi al pubblico italiano nel periodo delle Convention repubblicana e democratica… e avrò bisogno del vostro aiuto come è spiegato qui sotto. L’ho già fatto tante volte in passato. Nel 2008, sono stata spesso ospite di Sky News 24, proprio per spiegare le elezioni presidenziali.

Trisha Thomas parla di politica alla RAI durante le elezioni presidenziali del 2008.

Ho sempre nutrito una certa passione per la politica statunitense. Sono nata a Boston nel 1963 da genitori ben informati in materia politica, all’apice dell’era Kennedy-Camelot. Mio padre era grande ammiratore dei fratelli Kennedy – JFK e Bobby – e condivideva il loro sogno per il futuro degli Stati Uniti. I miei avevano persino pensato di chiamarmi Jaqueline. Un mese prima della mia nascita, qualcuno telefonò a mia madre per dirle che JFK era stato assassinato. Mi ha raccontato che dovette mettersi a sedere per lo shock. Quando riuscì a rialzarsi, lasciò mia sorella maggiore con una vicina e con il suo pancione, camminò fino alla biblioteca della Harvard University (dove mio padre studiava per il suo PHD) per dargli la brutta notizia. All’epoca non c’erano i cellulari. Non so bene quando rinunciarono a chiamarmi Jaqueline e decisero invece per Patricia.

John, Jackie e Caroline in spiaggia.

I miei genitori sono ancora avidi lettori di quotidiani e quando ero piccola, sentivo spesso discussioni sulla politica nazionale ed estera. Nel 1972, quando su tutti i giornali uscì la foto di Nick Ut (fotografo di AP) della bambina vietnamita che correva nuda dopo un bombardamento al napalm, io compii il mio primo atto politico. Con l’aiuto di mi padre, scrissi una lettera al presidente Nixon chiedendogli di smettere per favore di bombardare il Vietnam e la Cambogia. Avevo nove anni. Qualche settimana dopo, arrivò un grossa busta bianca indirizzata a me. Il mittente era stampato a lettere dorate: La Casa Bianca. Ero così eccitata… strappai la busta e dentro trovai una rivista patinata con le foto della famiglia Nixon alla Casa Bianca.

Tricia Nixon con suo padre, il presidente Richard Nixon, il giorno del suo matrimonio alla Casa Bianca.

Mi colpirono in particolar modo le foto della figlia di Nixon, Tricia. Fu allora che decisi di farmi chiamare “Tricia”. La guerra del Vietnam mi passò di mente, almeno per il momento. Fu la prima volta che sperimentai l’efficacia delle tattiche di comunicazione della politica. Nel frattempo sono diventata un po’ più saggia, ma il nome è rimasto, anche se con lo spelling che dico io: Trisha.

Ma torniamo al mio incarico di analista politica, per il quale non dovrò dare la mia opinione, ma spiegare come funziona la politica statunitense, alcune idiosincrasie del sistema elettorale e il pensiero degli americani su una serie di argomenti.

 

Vi faccio qualche esempio:

– Poche persone sanno come funziona il nostro sistema di collegio elettorale e perché l’elezione del Presidente non sia diretta.

– Di conseguenza, mi capita spesso di dover spiegare perché alcuni Stati rivestono grande importanza nella corsa alla presidenza (per esempio l’Ohio) e ricevono molte più attenzioni da parte dei candidati.

– Agli italiani interessa conoscere l’aspetto economico di un’elezione statunitense. Come vengono finanziate le campagne elettorali e come vengono spesi i soldi. Cosa sono i PACS e cosa sono i Super-PACS.

– Negli ultimi anni, mi hanno spesso chiesto quale ruolo svolgano i social network nelle elezioni presidenziali statunitensi. La gente vuole sapere quanto Facebook, Linkedin e Twitter aiutino a diffondere il messaggio di un candidato e a raccogliere fondi.

– Gli italiani vogliono sapere di più sulle lobby statunitensi. Dove mettono i soldi Hollywood, dove li mette Wall Street.

– Gli italiani sono interessati a sapere come votano i diversi gruppi etnici e religiosi degli Stati Uniti: cattolici, ebrei, ispanici, bianchi e afroamericani.

– Altra domanda riguarda il voto per fascia di età – come votano giovani, gli anziani e gli elettori di mezza età.

Poi ci sono tutte le questioni per le quali mi ritrovo spesso a dover spiegare/chiarire le opinioni americane:

– Controllo delle armi. Gli italiani sono sbalorditi dalla facilità con cui gli americani possono comprare un’arma e dal ripetersi di eventi come i massacri di Columbine, di Aurora e quello di Batman. Hanno difficoltà a capire l’atteggiamento statunitense verso le libertà individuali e il secondo emendamento. Poco tempo fa un’amica italiana mi ha chiesto: “Voi americani non permettete di fumare da nessuna parte perché potrebbe danneggiare gli altri, ma vendente fucili d’assalto a chiunque e non considerate il rischio per gli altri. Perché?”

– Pena di morte. L’Italia non ha la pena di morte e gli italiani vogliono sapere perché negli USA ha tanti sostenitori.

– Aborto. Gli italiani sono affascinati dall’acceso dibattito sull’aborto negli Stati Uniti. Benché l’Italia sia un Paese a predominanza cattolica, e il Vaticano sia molto influente, il dibattito sull’aborto non è infuocato come negli USA. Tanti italiani sono contro l’aborto, ma la legge varata nel 1978 permette a qualunque cittadina di ricevere un aborto gratuito con il servizio sanitario nazionale entro i primi novanta giorni di gravidanza.

– Immigrazione. L’Italia ha un enorme problema di immigrazione clandestina e tende a essere relativamente tollerante con gli immigranti che varcano i suoi confini diretti a nord, in Germania. Ho realizzato molti servizi sugli immigrati che arrivano a Lampedusa ogni anno dal Nord Africa. Fra gli italiani suscita una certa perplessità l fatto che gli Stati Uniti, Paese di immigrati, abbiano una legislazione tanto rigida al riguardo. E se è vero che gli Stati Uniti esercitano uno stretto controllo alle frontiere, è vero anche che molto più dell’Italia, accolgono studenti stranieri di talento permettendo loro di studiare e di restare a lavorare.

– Assistenza sanitaria. L’Italia ha un sistema sanitario nazionalizzato. Ogni quartiere ha un medico e un pediatra con orari di ricevimento diverse volte a settimana. Il tutto gratuitamente. Ricovero ospedaliero e tanti farmaci sono gratuiti. Spesso mi viene chiesto di spiegare come possano gli Stati Uniti escludere dalle migliori cure del mondo così tanti dei propri cittadini. E perché tanta gente reputa quella proposta da Obama, una riforma sanitaria socialista.

– Sistema federale. Altra domanda frequente è perché gli Stati Uniti sono un sistema federale, ma tante delle questioni qui sopra vengono gestite a livello dei singoli Stati piuttosto che su scala nazionale. Perché il Massachusetts non ha la pena di morte e il Texas sì, perché lo Stato di New York ha varato rigide leggi sul controllo delle armi e la Virginia no.

Altri temi:

Immagino che mi verrà chiesto di discutere altri grandi temi di queste elezioni che suscitano enorme interesse in Europa.

– L’economia USA. In Italia e nel resto d’Europa, la gente non parla d’altro. Gli italiani sono convinti che mentre loro sono ancora afflitti dalla crisi, gli USA siano riusciti a superare il peggio. So che molti americani la pensano diversamente. Gli italiani spesso mi chiedono chi sarebbe più bravo, fra i due candidati, a gestire l’economia – e quali sarebbero le differenze. Credo che tali differenze siano emerse chiaramente la settimana scorsa.

– Spesa pubblica.  Attualmente l’Italia è divisa fra quelli che vorrebbero ridurre le tasse per stimolare la crescita e quelli che chiedono una maggiore spesa pubblica per combattere la recessione. Pochi italiani auspicano tagli radicali a servizi come l’assistenza sanitaria, l’università pubblica e le pensioni, e sono molto interessati al dibattito negli Stati Uniti, dove la scelta di Paul Ryan come candidato vice presidente ha sollevato questioni sulla modifica di programmi governativi come l’Assistenza sanitaria e la Sicurezza Sociale.

– Politica estera. In Italia, il presidente Obama e Hillary Clinton godono di una buona reputazione e ho sentito tanti consensi per la politica estera di questa amministrazione, anche se c’è molta preoccupazione per quello che sta succedendo in Siria. Non si sa molto sulla politica estera che vorrà fare Mitt Romney, si sa solo dei suoi stretti rapporti con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e del suo forte sostegno a Israele.

 

Le personalità: Immagino che sarò interrogata a lungo sui singoli individui coinvolti. Alle ultime elezioni, mi hanno fatto molte domande sul background dei candidati e delle loro mogli. Mi sono trovata spesso a cercare di spiegare personaggi come Sarah Palin e concetti come “mamma-hockey”. In Italia la gente è affascinata dal ruolo delle mogli nelle campagne presidenziali. Sono sicura che questa volta mi chiederanno delle partite di caccia di Paul Ryan, del mormonismo di Mitt Romney e della passione di Ann Romney per i cavalli da dressage. Mi domanderanno dello stile di abbigliamento e dell’orto di Michelle Obama. Dovrò parlare dei capelli grigi del Presidente e della sua passione per il basket.

Perciò, cari lettori, ho bisogno del vostro aiuto. Per fortuna ho parenti sparsi in tutti gli States – a Boston, Massachusetts; Tucscon, Arizona; Dallas, Texas; Atlanta, Georgia; Virginia e Florida. Con il loro aiuto, ho potuto farmi una buona idea di cosa succede dalle loro parti. Ma voglio saperne di più e mi piacerebbe sentire il pensiero e le opinioni di tutti voi riguardo le questioni qui sopra. Non importa quale sia la vostra tendenza politica o se siate o meno residenti negli Stati Uniti. Non opero a scopi politici, sto solo cercando di acquisire più informazioni per fare meglio il mio lavoro. Sono curiosa di sentire cosa pensano gli americani sulla corsa alla presidenza e su alcuni temi chiave.

Allora per favore, mandatemi i vostri pensieri, opinioni e commenti, specificando da dove scrivete. E tutti quelli che si trovano in Italia, possono guardarmi dalle 23.00 alle 23.30 da lunedì 20 agosto a venerdì 7 settembre.

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Trisha Thomas
Trisha is a TV journalist working for AP TV News in Rome. She is married to an Italian and is a Mamma of three.

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