Michelle Obama: Mamma in Capo

Michelle Obama sul podio della Convention Democratica 2012

Solo quattro anni fa, Barack Obama infiammava l’animo degli americani con promesse di cambiamento e sogni di un futuro migliore. Si scherzava dicendo che poteva “camminare sull’acqua”. Michelle Obama, sempre con i piedi ben piantati a terra, riportava tutti alla realtà affermando che il marito “russa e ha l’alito cattivo al mattino.”

La settimana scorsa è stata la stessa concreta Michelle, con il 66% di consensi paragonato al 48% di quelli del Presidente, a salire sul podio della Convention Democratica e tenere, a mio parere, il discorso migliore di tutta la campagna presidenziale. Parole appassionate e stimolanti, che hanno prima entusiasmato la folla e poi l’hanno ridotta in lacrime descrivendo le dure realtà dell’esistenza e i valori necessari a migliorarla. Gli americani le hanno creduto perché la conoscono come una persona che mira dritto al punto.

Alta, autorevole e femminile nel bellissimo abito rosa, Michelle Obama ha catturato i nostri cuori. Ecco qualche estratto del suo discorso sui valori appresi dai suoi genitori…

“..Credevano nella promessa fondamentale della società americana, quella secondo cui pur iniziando con poco, basta lavorare duro e fare quello che si deve per potersi costruire una vita decente per sé e una ancora migliore per i propri figli e i propri nipoti… Abbiamo imparato i valori della dignità e della decenza – che l’impegno messo nel lavoro conta più di quanto guadagni… che aiutare gli altri è più importante della riuscita personale. Abbiamo appreso i valori della gratitudine e dell’umiltà – sappiamo che tanta gente ha contribuito al nostro successo, dagli insegnanti che ci hanno ispirato ai bidelli che tenevano pulita la scuola (…) e ci hanno insegnato ad apprezzare il contributo di tutti e a trattare tutti con rispetto.”

Parole davvero illluminanti, valori che spero di insegnare ai miei tre figli: dignità, decenza, altruismo, gratitudine e generosità.

In qualità di First Lady, Michelle Obama si è brillantemente ritagliata un ruolo come Mamma-in-Capo, imparando dagli errori compiuti a suo tempo da Hillary Clinton. Con gli Obama, non ci sarebbe mai stata alcuna co-presidenza e nessuna interferenza della First Lady negli affari di Stato, a parte forse qualche conversazione notturna. Michelle Obama ha scelto di dedicare il proprio tempo ad altre cause, specialmente alla spinosa questione dell’obesità negli Stati Uniti. Ha impiantato un orto alla Casa Banca e ultimamente ha tenuto un pranzo invitando bambini da tutti gli Stati e servendo loro un pranzo salubre, preparato con ricette fornite dai bambini. Il suo progetto “Let’s Move” è teso a insegnare agli americani sane abitudini alimentari e l’importanza dell’esercizio fisico. Si è dedicata anche ad aiutare le famiglie dei militari. Si è dimostrata solidale con i problemi degli americani, capace di esprimere sincera partecipazione alle loro pene. In un un articolo del New York Times, Jody Kantor ha detto che si è ritagliata un ruolo di ‘abbracciatrice-in-capo’. Pare che a Michelle piaccia cingere le lunghe ed eleganti braccia attorno al collo delle persone che incontra, stringendole forte in grandi abbracci, di cui per altro non è affatto avara. L’articolo dice che secondo i suoi aiutanti, se in una stanza ci sono cinquanta persone, è capace di abbracciarle tutte. Una tattica politica brillante e priva di rischi.

La First Lady Michelle Obama in uno dei suoi super-abbracci

Ricordo l’esordio di Michelle Obama sulla scena politica. Madre di due bambine, laureata in Giurisprudenza ad Harvard, alta un metro e ottanta, discendente degli schiavi, articolata e tosta. Quando suo marito ha deciso di candidarsi alla presidenza, Michelle ha lasciato il lavoro al Medical Center dell’Università di Chicago, un impiego da 300.000 dollari all’anno, ed è diventata una figura chiave, prestandosi spesso e volentieri a presentare suo marito agli eventi elettorali. Determinata, eloquente, intelligente. In un discorso del 16 agosto 2007 alla Iowa State Fair, ha presentato il marito spiegando il motivo della decisione di correre per la Casa Bianca:

“…Barack e io abbiamo parlato e riflettuto a lungo su questa decisione (…) C’era una questione che continuava ad affiorare in tante opinioni che sentivamo: la principale preoccupazione della gente era la paura. La paura si stava insinuando in una delle decisioni più importanti della nostra vita. Paura, paura, paura che Barack perdesse, paura per la sua incolumità, paura che sarebbe stata una brutta esperienza, paura che avrebbe danneggiato la nostra famiglia, paura. Ma il motivo per cui ho detto “sì” è che sono stanca di avere paura. Sono stanca di vivere in un Paese in cui ogni decisione degli ultimi dieci anni non è stata presa per creare qualcosa, ma perché qualcuno ci ha detto di avere paura di qualcun altro.”

Per questo discorso, era vestita di nero, pantaloni e top, e indossava una fascia nera sui capelli. I media conservatori l’hanno fatta a stracci, dipingendola come una pericolosa estremista antiamericana. Nel febbraio del 2008, Michelle ha fatto l’errore di dire: “Per la prima volta nella mia vita adulta, sono davvero orgogliosa del mio Paese.” Il commento ha fatto il giro dei talk show e dei blog, e Michelle è stata ripetutamente accusata di antiamericanismo. Quando Barack Obama ha vinto la nomination democratica, è salita sul palco e ha gioiosamente battuto il pugno contro quello del marito.

Copertina del New Yorker di luglio 2008, con la caricatura di Michelle e Barack Obama nei panni di terroristi esultanti

Subito gli opinionisti conservatori hanno detto che era un gesto terroristico e il New Yorker li ha messi in copertina con tuta mimetica e turbante mentre ripetono quel gesto nella Stanza Ovale. Un blogger l’ha definita “l’acida, antiamericana, ingrata, maleducata, borgatara, arrabbiata Michelle Obama.”

Poi è arrivato il momento di cambiare l’immagine di Michelle, da esplicita a riservata, la fida assistente che ogni First Lady deve essere. Da allora ha cominciato a presentarsi in pubblico in abiti fiorati e a parlare delle gioie della maternità. Alla Convention democratica del 2008, ha tenuto un commovente discorso sulla propria vita come figlia, madre e moglie di Barack Obama. Sparita la passione per la politica e la giustizia, sparito il carisma mostrato in precedenza. Come spiegava il sito della campagna 2008 di Obama: “Quando la gente chiede a Michelle Obama di descriversi, lei non esita. Prima di tutto è la mamma di Malia e Sasha.”

Quando Michelle è diventata la First Lady, la sedicente post-femminista Camilla Paglia era ottimista sul suo futuro, convinta che “la formidabile Michelle Obama, con la sua elettrica combinazione di cervello e stile, sta già riscrivendo il ruolo della First Lady.” Credo che Camilla Paglia avesse ragione. Michelle Obama ha trovato un suo modo di rompere con la figura tradizionale della First Lady e di ritagliarsi un ruolo che, combinando lo speciale istinto politico con il suo mix di femminilità e potere femminile, ha definito ‘Mamma-in-Capo’.

Da vera politica, alla convention di Charlotte sapeva di dover convincere il pubblico ad andare a votare per suo marito.

Ecco un altro stralcio del discorso:

“E mi piace che anche nei momenti più difficili, quando siamo tutti in apprensione – quando siamo preoccupati che quella legge non passerà e sembra che tutto sia perduto – Barack non si lascia mai distrarre dalle chiacchiere e dalle voci. Mi ricorda che stiamo giocando una partita lunga… e la riuscita è difficile, lenta e non arriva mai tutta insieme. Ma alla fine ci arriveremo, come sempre.”

Mentre l’ascoltavo, mi sono ritrovata a desiderare di avere la pazienza e la saggezza, il coraggio e la grazia di andare avanti, di sapere che alla fine raggiungerò il mio obiettivo.

Vorrei aggiungere che ho ascoltato con piacere anche il discorso di Ann Romney alla Convention. Secondo me ha fatto un ottimo lavoro. E’ una donna ammirevole, con 5 figli e 18 nipoti, ha affrontato la sclerosi multipla e il cancro al seno con grande coraggio. E come Michelle, Ann Romney ha oscurato il marito.

Ma è stata Michelle che mi sono sentita vicina attraverso lo schermo, che ho sentito parlare a me e a tutti noi, dicendoci chiaramente che il futuro non sarà facile.

“Così oggi, quando le sfide che abbiamo davanti sembrano schiaccianti o persino impossibili – non dimentichiamo mai che fare l’impossibile è la storia di questa nazione… e quello che siamo noi americani…”

Verso la fine del discorso, Michelle ha dichiarato: “Vedete, alla fine della giornata, il mio titolo più importante resta quello di ‘mamma-in-capo.”

Perciò saluto l’indomabile, formidabile Michelle Obama, straordinaria Mamma-in-Capo!

Michelle Obama in uno dei suoi super-abbracci

 

Michelle Obama in uno dei suoi super-abbracci

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Trisha Thomas
Trisha is a TV journalist working for AP TV News in Rome. She is married to an Italian and is a Mamma of three.

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